Quando una pallina può aiutare a ritrovare attenzione, relazione e fiducia nel Parkinson
La giocoleria adattata è uno degli strumenti utilizzati nei laboratori rivolti alle persone che vivono con il Parkinson. Non si tratta della giocoleria spettacolare tipica dei circhi, ma di esercizi semplici e accessibili realizzati con palline morbide, cerchi e altri oggetti facili da utilizzare. Attraverso attività apparentemente semplici, i partecipanti vengono coinvolti in un lavoro che stimola contemporaneamente movimento, attenzione, coordinazione e relazione.
Lanciare e riprendere una pallina richiede infatti numerose abilità. È necessario seguire con lo sguardo la traiettoria dell'oggetto, anticiparne il percorso, coordinare il movimento della mano, mantenere l'equilibrio e organizzare correttamente il gesto. Queste funzioni sono spesso messe alla prova dalla malattia di Parkinson e proprio per questo la giocoleria adattata rappresenta un'attività particolarmente interessante.
Nel corso dei laboratori svolti presso l'Associazione Parkinsoniani del Canavese ODV sono stati osservati diversi cambiamenti ricorrenti. Molti partecipanti hanno mostrato una maggiore fluidità del movimento, una migliore capacità di seguire gli oggetti nello spazio e una partecipazione più attiva alle attività di gruppo. Le osservazioni raccolte nel tempo evidenziano inoltre una maggiore disponibilità al movimento e un coinvolgimento crescente nelle proposte laboratoriali.
Un ruolo importante è svolto dal ritmo. Nei laboratori viene utilizzato il sistema sonoro PIN-PON, basato su semplici segnali acuti e gravi che aiutano a scandire il tempo dell'azione. Il ritmo offre una struttura temporale che accompagna il gesto e favorisce l'organizzazione del movimento senza sostituirlo. In questo modo la persona può trovare un riferimento utile per eseguire le attività con maggiore continuità.
Un altro elemento centrale riguarda il caregiver. Il familiare non partecipa come semplice osservatore, ma viene coinvolto direttamente nelle attività. Si crea così uno spazio condiviso nel quale movimento, attenzione e relazione diventano un patrimonio comune. Questo approccio favorisce il dialogo, la collaborazione e la costruzione di momenti positivi che rafforzano il legame tra la persona con Parkinson e chi se ne prende cura.
È importante sottolineare che queste osservazioni non rappresentano una dimostrazione scientifica dell'efficacia di una terapia. Si tratta di esperienze raccolte sul campo e documentate attraverso monitoraggi e osservazioni sistematiche. Tuttavia, molti aspetti osservati mostrano interessanti punti di contatto con la letteratura scientifica dedicata alla neuroplasticità, all'apprendimento motorio, alla stimolazione ritmica e all'Action Observation Therapy.
La forza di questo approccio risiede soprattutto nella capacità di valorizzare la persona e non soltanto la malattia. Una semplice pallina che passa da una mano all'altra può diventare un'occasione per allenare l'attenzione, migliorare la coordinazione, riscoprire il piacere del movimento e condividere un sorriso con gli altri. Nel Parkinson il movimento non riguarda soltanto il corpo, ma coinvolge anche la relazione, la fiducia e la possibilità di continuare a partecipare attivamente alla vita. In questa prospettiva, la giocoleria adattata diventa uno strumento che unisce gesto, ritmo, suono e relazione, mettendo sempre al centro la persona e le sue capacità.


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